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Into me, out of me, Macro Future, Roma, fino al 30 settembre
Le 1000 statue di HA Schult sono a Piazza del Popolo.
Il risultato di prodotti di scarto umano e industriale, sono più belle a vedersi che a descriversi.
L'invasione dell'esercito di spazzatura rimane a Roma fino al 29 marzo, per poi spostarsi altrove,
e rappresentano 10 anni e più di movimento che ci fa capire che noi siamo quello che scartiamo.
In molti lo hanno già detto ma vale davvero farci un giro. Altre foto su flickr.
E chi guarda è: Adrian Tranquilli, Know Yourself, video del 2002, di un uomo mascherato da batman (o anche il contrario);
Giacomo Costa, Atto 8, stampa digitale del 2006, visione di una metropoli incontrollabile; Massimo Vitali, Rosignano, stampa fotografica del 1994, angolazione particolare per rappresentare il normale e il quotidiano; Matteo Basilé, Ilpesodellecose, stampa digitale su PVC del 2005, volto anonimo reso incona contemporanea digitalizzata;
Rocco Dubbini, Senza titolo, stampa lambda del 2006, l'uovo e l'uomo; Maddalena Ambrosio, Senza titolo, il video nella materia siliconizzata; Giuseppe Perone, Cavaliere senza testa, vetroresina e sabbia del 2006, un volto, un catino, un'ala;
Daniel Jost, Multifunzione instabile e Teatro utopico contemporaneo, stampa lambda del 2005, elementi architettonici tra finzione e realtà; Davide Sebastiani, Redtesia, stampa lambda del 2005, l'albero antenna o l'antenna albero; Paolo Buggiani, Unsuccessful Attack to the World Trade Center, fotografia del 1979, congiuntura di due epoche;
Tommaso Cascella, Pescheria, scultura in rame del 2005; Lucio Perone, Senza titolo, scultura in esterni del 2005; e poi ancora Angelo Bellobono, Botto & Bruno, Andrea Chiesi, Flavio Favelli, Carlos Garaicoa, Keith Haring, Rafael Pareja, Marina Paris, Alex Pinna, Spacexperience Stalker, che compono tutti e 22 la collettiva alla Centrale. E poi siamo noi, i visitatori.
Architettura & Design, si è da poco conclusa alla Casa dell'Architettura.
Una serie di 26 opere realizzate in varie parti della Finlandia da architetti e studi di architetti emergenti, piccoli eredi di Alvar Aalto.
Pochi modelli e plastici, molte foto (52), riprodotte in grande formato su pannelli allestiti all’interno della sala della sede.
Molto minimalista.
Tra i progetti in mostra: Cappella d’arte ecumenica di Sant’Enrico, (Turku) di Sanaksenaho Architetti; Terminali di Trasporto Pubblico del Centro Kamppi, (Helsinki) di Studio di architettura Davidsson; Asunto Oy Helsingin Arabianvillat, (Helsinki), di ARK-house Architetti e poi molti altri.
Disegno italiano degli anni novanta. Ovvero come anche artisti che normalmente si esprimono con mezzi diversi quali il video, la fotografia, l'installazione o altro, partono dal disegno, la prima forma di elaborazione del progetto, che poi realizzano in opera. Disegno come processo mentale che accomuna questi artisti diventati famosi intorno agli anni '90. Esposti ci sono: Vanessa Beecroft,
Grazia Toderi, Vedovamazzei, Stefania Galegati,
Paola Pivi, Liliana Moro,
Massimo Bartolini, Diego Perrone, Simone Berti,
Eva Marisaldi, Stefano Arienti, Maurizio Cattelan. Insomma la nostra YoungItalianArt anni Novanta! I disegni sono esposti accanto ad altre opere degli artisti realizzate in forme diverse.